Premio Montale Fuori di Casa

Concorsi dell’Associazione Percorsi 2017

Un discorso a parte meritano i due concorsi letterari  indetti dall’Associazione Percorsi (la stessa che realizza il Premio Montale Fuori di Casa) che si svolgeranno sul web dal mese di marzo:

Il Premio “Altre Maternità” 2017   

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il Premio “Fra gli ultimi del Mondo” 2017 – Prima Edizione

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N.B. PER ENTRAMBI I CONCORSI SONO CAMBIATE LE DATE:

IL TERMINE DI INVIO DEI TESTI E’ IL 10 SETTEMBRE

LA PREMIAZIONE AVVERRA’ IL 12 OTTOBRE

 

Il Premio “Altre Maternità” è alla sua seconda edizione,  è iniziato infatti nel 2016, anno dedicato, dal  Premio Montale Fuori di Casa, al  tema degli Animali così come appaiono nella poesia e nella prosa di Eugenio Montale.

Il titolo del concorso vuole proprio affermare questo, che l’amore per un animale da compagnia possa essere forte e profondo come quello verso un figlio e viceversa.

L’etologia ci ha insegnato infatti, dopo secoli di colpevole ignoranza, che gli  animali sono creature dotate di sentimenti e sensazioni, capaci di amore assoluto nei confronti degli umani con i quali condividono la vita. E oggi, nel mondo civile, sono milioni gli animali da compagnia che alleviano con la  loro presenza la solitudine di giovani e di anziani. Perché ignorare o minimizzare questo sentimento di amore che lega gli esseri umani agli “altri animali”?

Con questo concorso vogliamo offrire, a chi lo desidera, la possibilità di  condividere questo sentimento, esprimendolo, in poesia o in prosa o anche inviandoci un video.

Il concorso Altre Maternità, che tanto successo ha riscosso nel 2016 sul web, si ispira alla omonima poesia che l’Autrice Cinzia Boccamaiello ha dedicato ai suoi gatti. Ed è proprio il gradimento che abbiamo riscontrato che ci spinge a continuarlo.

“Altre maternità”

A Micia dagli occhi azzurri e verdi,
Cindy la quieta, Daisy timorosa;
agli animali, ultimi innocenti.

Nel loro addormentarsi su di me
ritrovo i mio abbandono sul tuo seno
madre che mi acquietavi
col tuo calore odoroso di pane,
di sole e d’erba, d’alberi e di vento;

amore per amore che scioglieva
gli occhi nel sonno e tutte le paure
che ancora non sapevo nominare.

Amore per amore, dondolato
dal ritmo di una scranna che cullava.

Quello stesso abbandono adesso, adulta,
ritrovo, come un cerchio che si chiude,
nel loro addormentarsi su di me,
quieti per il mio odore che sa il cibo,
la casa, protezione, l’accoglienza;

amore per amore che non sa
altro criterio che capirne il bisogno.

E’ forse questo
il più prezioso dei doni che hai lasciato

CINZIA BOCCAMAIELLO

 

Viene inaugurato invece nel 2017  il Premio “Fra gli ultimi del Mondo”  

Il concorso “ Fra gli ultimi del mondo” ci porta invece a riflettere  su quell’umanità che “non racconta”  la sua “cupa storia”, la sua sofferenza, il suo senso di esclusione, perché non è in grado di farlo, ma che, proprio per questo motivo, ha bisogno che altri, gli artisti, i poeti, gli scrittori dei nostri giorni, lo facciano al posto suo.

Vi chiediamo di raccontarla la pena, la cupa storia di quei disperati che si accalcano sui barconi per solcare il Mediterraneo, oppure si mettono in marcia attraverso i deserti per giungere, il più delle volte, di fronte a muri e fili spinati.

Nel 2016 il poeta Paolo Stefanini, vincitore della sezione Poesia di Viaggio del Premio Montale Fuori di Casa, con il suo libro “Il Buio e la Farfalla“, ci ha provato. E questo Concorso Letterario prende il nome proprio dal verso di una sua poesia “Sebastiao Salgado”.

Il Concorso  si avvale del patrocinio della RIDE -Rete italiana per il dialogo Euromediterraneo (MAECI ,Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale), di cui l’Associazione Percorsi fa parte.

“Sebastião Salgado” 

C’ero anch’io con te-ne sono certo-

in fuga assetata nel Sael

fra piante secche e carcasse animali:

ne porto ancora rughe fonde agli occhi.

E nel Kuwait io c’ero

nel mondo aorne e nero

dei pozzi petroliferi incendiati

e dei soldati rinsecchiti al sole:

la nausea non m’ha più lasciato.

E prima fummo nel Brasile tuo

nella Serra Pelada

bolgia o miniera

o formicaio d’anime di fango

in sciami a raschiar dalla terra

il riflesso ingannevole dell’oro:

odio i monili da quel dì

sento sangue nel giallo del metallo

e fetido sudore.

E ancora insieme fummo

in Bangladesh

a spaccar col martello e con la mazza

relitti morti di navi spiaggiate.

Magre avevamo esili membra

alle fatiche rotte e sorde orecchie:

ho presente nel capo

il vibrare di colpi ripetuti

che avevano ragione dell’acciaio,

assestati a dovere e con cadenza.

Con te ovunque ultimo mi feci

Fra gli ultimi del mondo,

quelli senza colori addosso,

quelli dell’impietoso bianco e nero.

PAOLO STEFANINI