Matteo Fochessati

 

A Matteo Fochessati il Premio Montale Fuori di Casa – Sezione Critica d’Arte

Il 21 settembre 2026, nella Sala delle Grida del Palazzo della Borsa di Genova, è stato assegnato il Premio Montale Fuori di Casa per la sezione Critica d’Arte a Matteo Fochessati. Storico e critico d’arte, conservatore della Wolfsoniana di Genova e studioso di rilievo internazionale, Fochessati ha dedicato la sua lunga attività scientifica, curatoriale e didattica alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano del Novecento, con una particolare attenzione alla Liguria, al suo territorio e alle sue specifiche vicende artistiche.

La motivazione

Matteo Fochessati è uno dei più importanti rappresentanti della cultura e dell’identità artistica della Liguria e la sua intera carriera accademica, curatoriale e di ricerca si fonda sulla valorizzazione del patrimonio culturale ligure del Novecento. Nel corso degli anni ha agito come un vero e proprio custode e narratore della memoria storica della regione, analizzando come la sua peculiare conformazione geografica abbia influenzato lo sviluppo delle arti.

Ha dedicato studi, conferenze e approfondimenti al profondo rapporto tra natura, paesaggio e produzione artistica ligure, occupandosi, tra gli altri, di poeti come Camillo Sbarbaro e di artisti come Adriano Saccorotti. Al paesaggio ligure è stata dedicata anche la mostra “Rubaldo Merello tra divisionismo e simbolismo”, curata da Fochessati nel 2017 a Palazzo Ducale insieme a Gianni Franzone.

Come conservatore della Wolfsoniana di Nervi, Fochessati ha inoltre contribuito alla conoscenza e alla valorizzazione di una collezione strettamente legata alla storia culturale del territorio. Nei suoi studi ha analizzato la trasformazione urbana di Genova dalla “Genova Nuova” alla “Grande Genova” del 1926, evidenziando come architettura e design abbiano rispecchiato i profondi cambiamenti sociali e politici della Liguria tra le due guerre.

Particolarmente rilevanti sono i suoi studi sul Futurismo in Liguria, regione che Fochessati ha definito sede di un’esperienza “anomala e originale”, nella quale la forte vocazione industriale e tecnologica del territorio contribuì a tradurre concretamente le intuizioni di Filippo Tommaso Marinetti in sperimentazioni artistiche, architettoniche e di design. Un’interpretazione che ha approfondito anche in occasione della grande mostra “Futurismo” del 2026 a Palazzo della Meridiana di Genova, per la quale ha firmato un saggio in catalogo. (Musei di Genova)

Fochessati ha inoltre ricostruito la diffusione del movimento futurista lungo l’intero arco ligure: dalla Prima Mostra Nazionale di Plastica Murale di Genova del 1934 ai grandi mosaici di Fillia ed Enrico Prampolini nel Palazzo delle Poste della Spezia, fino alle esperienze della ceramica del Ponente ligure. In questo ambito ha curato mostre dedicate alle produzioni artigianali regionali, come “Natività in terra”, dedicata alla reinterpretazione del presepe tradizionale da parte dei ceramisti del Ponente negli anni Venti.

Le sue ricerche hanno messo in evidenza anche il ruolo delle storiche manifatture e botteghe savonesi e albisolesi, come la Mazzotti e la Casa dell’Arte, divenute veri e propri luoghi di incontro e sperimentazione nei quali artisti come Depero, Balla e Lucio Fontana poterono confrontarsi con la materia e con le tecniche della ceramica.

Molte di queste intuizioni trovano riscontro nella stessa collezione della Wolfsoniana, dove Fochessati ha valorizzato nel tempo straordinari manufatti liguri del Novecento: dai bozzetti tessili della MITA – Manifattura Italiana Tappeti Artistici di Nervi ai mobili degli architetti razionalisti locali, fino a rari esemplari di piatti e vasi futuristi. Un lavoro che ha contribuito a restituire alla Liguria un ruolo non semplicemente ricettivo rispetto alle principali tendenze artistiche provenienti da Milano o Parigi, ma quello di un territorio capace di elaborarle e contribuire alla loro evoluzione.

La biografia

Matteo Fochessati si è laureato in Storia dell’arte contemporanea presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Genova, con una tesi su L’Informale in Italia e le influenze della cultura figurativa straniera. Presso la stessa Università ha conseguito il diploma di specializzazione in Storia dell’arte contemporanea con una tesi sulle problematiche della decorazione murale in Italia tra le due guerre e sull’esperienza futurista.

È conservatore della Wolfsoniana di Genova, per la quale ha curato le esposizioni e l’allestimento museale. Dal 1989 ha inoltre collaborato con il Curatorial Department della Wolfsonian di Miami Beach. La collezione Wolfsoniana documenta la storia e l’evoluzione delle arti decorative e di propaganda tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopoguerra. Tra i progetti più recenti curati da Fochessati figurano “20 x 20. Venti opere per i vent’anni della Wolfsoniana” (2025) e “Giovanni Korompay. Un’antologica” (2026), oltre alla direzione editoriale dei “Quaderni della Wolfsoniana”, realizzati in collaborazione con la Fondazione Gianni Franzone. (Accademia Ligustica Genova)

Dal 1990 al 1993 è stato redattore della rivista d’arte contemporanea Tema Celeste e dal 1997 è corrispondente de Il Giornale dell’Arte. È inoltre Contributor Editor dell’International Yearbook of Futurism Studies, per il quale ha pubblicato studi dedicati al rapporto tra Futurismo, industria, design e ceramica.

Dal 2004 al 2018 è stato professore a contratto di Teoria e storia del design presso la Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova. Dal 2019 al 2024 ha insegnato Storia dell’illustrazione e della pubblicità all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Dal 2005 tiene inoltre un insegnamento di arte contemporanea nell’ambito del corso Modern Design and the Arts in Italy del Genoa School of Architecture Program della Florida International University. (Palazzo Ducale)

La sua attività scientifica è incentrata sul Novecento, con una particolare specializzazione nelle arti decorative, nella propaganda politica, nell’Art Nouveau, nel design e nel Futurismo. Tra i suoi volumi figurano La voce del mondo. L’immagine della radio in Italia tra le due guerre (1992) e Art Nouveau tra modernismo e nazionalismo romantico (2012).

Come critico e storico dell’arte si occupa delle tendenze figurative contemporanee e dei fenomeni artistici del Novecento e ha curato numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le principali esposizioni figurano “In astratto. Abstraction in Italy” (Estorick Collection, Londra, 2012), “L’Italia farà da sé. Propaganda, moda e società negli anni dell’autarchia” (Palazzo Ducale, Genova, 2015), “La trama dell’arte. Arte e design nella produzione della MITA” (Palazzo Ducale, Genova, 2016), “Rubaldo Merello tra divisionismo e simbolismo” (Palazzo Ducale, Genova, 2017), “Made in Italy: Mita Textile Design 1926-1976” (The Wolfsonian, Miami Beach, 2018), “La memoria della guerra. Antonio Santagata e la pittura murale del Novecento” (Palazzo Reale, Genova, 2019), “Anni venti in Italia. L’età dell’incertezza” (Palazzo Ducale, Genova, 2019), “Mita Textile Design 1926-1976” (Estorick Collection, Londra, 2020), “La contemporaneità del classico” (Museo Amedeo Lia, La Spezia, 2022-2023) e “Nostalgia. Modernità di un sentimento” (Palazzo Ducale, Genova, 2024).

La sua attività di ricerca e divulgazione ha così contribuito a riportare al centro dell’attenzione il ruolo della Liguria nella storia artistica e culturale del Novecento, valorizzandone protagonisti, movimenti, manifatture, architetture e testimonianze e restituendo al territorio una lettura critica capace di collegare ricerca storica, patrimonio e contemporaneità.

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