Premio Montale Fuori di Casa

Eraldo Affinati

A Eraldo Affinati

il Premio Montale Fuori di Casa 2017 –  Sezione Mediterraneo

Per aver messo al centro di molti dei suoi libri i grandi temi del viaggio, del dialogo fra culture diverse e dell’integrazione sociale. “Campo del sangue” (Mondadori 1997) è il diario di un viaggio da Venezia ad Auschtwiz, sulle tracce del nonno; “Compagni segreti. Storie di viaggi, bombe e scrittori “(Fandango 2006), inizia a Hiroshima e finisce a Nagasaki.”La Città dei Ragazzi” (Mondadori 2008) racconta di un viaggio compiuto in Marocco per riaccompagnare a casa due studenti arabi. In “Peregrin d’amore. Sotto il cielo degli scrittori d’Italia” (Mondadori 2010) il viaggio parte da Castel del Monte, dal maniero di Federico II e si conclude a Caprera, sulla tomba di Giuseppe Garibaldi, passando per i luoghi della grande letteratura italiana.E ancora di un viaggio, insieme al giovane Khaliq che da Roma torna in Africa per riabbracciare la madre, narra “Vita di vita” (Mondadori, 2014). Ma è con l’ultimo libro, L’uomo del futuro (Mondadori, 2016), frutto del lungo pellegrinaggio di Affinati «sulle strade di don Lorenzo Milani» che il tema del viaggio si salda strettamente con quello, fondamentale, dell’insegnamento. Viaggiando attraverso quattro continenti lo scrittore infatti è andato alla ricerca degli inconsapevoli eredi spirituali del prete della scuola di Barbiana, di coloro che mettono in pratica la sua lezione a Benares, a Pechino, a Volgograd, in Gambia, a Città del Messico, a New York, a Berlino; dal momento che i ragazzi di Barbiana oggi vengono dall’Africa, dal Medio Oriente e non più solo dall’Italia. Affinati, che ha fatto rivivere il messaggio di Don Milani nel suo libro, già da anni ne sta mettendo in pratica l’insegnamento in Italia, nelle scuole di italiano per immigrati Penny Wirton, da lui fondate, insieme alla moglie Anna Luce Lenzi. Perché come egli stesso ha dichiarato: “Lo scrittore e l’insegnante dividono una medesima responsabilità, quella nei confronti della parola, scritta ed orale. Il che significa ricomporre la frattura tra pensiero e azione, una delle ferite della modernità.”

 

 

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