Premio Montale Fuori di Casa

Flaminia Cruciani

Flaminia Cruciani è una poetessa – archeologa (o forse un’archeologa poetessa?) che nel suo ultimo libro “Lezioni di immortalità” ci fa comprendere cosa sia veramente l’archeologia e quale il suo legame con il tempo.

Come già Montale fece nel 1948 nelle sue poesie sulla Siria, anche la Cruciani – da archeologa e poetessa – scrivendo di questa mitica e tragica terra è riuscita a riconnetterci con la nostra origini, con le passioni, le sensazioni, i sentimenti degli uomini che ci hanno preceduto, facendosi le stesse domande sulla vita e sul destino che ancora oggi noi ci poniamo.

E giustamente Cruciani sottolinea la stretta connessione che c’è tra poesia e archeologia, perché – come lei stessa scrive – “si tratta in entrambi i casi di svelamenti; in un frammento si svela il mistero delle domande che ci abitano da sempre”.

Il libro che premiamo, “Lezioni di Immortalità” (Mondadori Edizioni) non è un diario di viaggio o di avventure, ma un libro che tenta di raccontare l’essenza dell’archeologia e il suo legame col tempo.

La Premiata ci ricorda che nel Vicino Oriente sono nati i miti più antichi, come la Saga di Gilgameš, la prima riflessione della storia sul tema dell’immortalità in cui all’eroe viene svelato il segreto della “pianta dell’eterna giovinezza” che ancora oggi, dopo oltre quattromila anni, l’uomo non si è stancato di ricercare. . “Con questo libro” – scrive l’autrice – “voglio restituirvi un tempo ritrovato, giovane, che inventa la vita”.

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