Premio Montale Fuori di Casa

Vincenzo Patanè

Al professor Vincenzo Patanè, scrittore, giornalista e critico cinematografico, va il XXIV Premio Montale Fuori di Casa, sezione Saggistica, per i suoi studi e per il libro “L’estate di un ghiro” (Cicero edizioni) su Lord Byron, il poeta ribelle, eccentrico, amante del rischio, dei viaggi, innamorato dell’Amore e della Bellezza, incarnazione del mito romantico.

Il professor Patanè, di origine napoletana, vive dal 1981 a Venezia, dove ha insegnato per oltre trent’anni Storia dell’arte presso il Liceo Artistico e collabora da anni con l’ufficio Cinema del Comune. Ha scritto 11 libri nonché numerosi saggi e centinaia di articoli, sulla letteratura, il cinema, l’arte, l’Islam e temi LGBT. Su Lord Byron ha scritto anche I frutti acerbi. Lord Byron, gli amori & il sesso, la cui traduzione inglese è uscita nel dicembre 2018 negli Usa.

Molti scrittori e critici hanno cercato, prima di Patanè, e non solo in Italia, di dire una parola definitiva su questo personaggio che sfugge a tutti gli schemi; una reductio ad unum che sino ad ora era stata impossibile. Chi infatti in passato ha privilegiato di approfondirne l’opera poetica, solo superficialmente si è soffermato su altri aspetti fondamentali della sua vita: i viaggi avventurosi, i legami amorosi, il divismo ante litteram, l’impegno politico, la sincera partecipazione alla causa dei più poveri. Chi, al contrario, si è lasciato conquistare da questi aspetti ha finito per perdere di vista l’importanza della sua opera letteraria.

Vincenzo Patanè, invece, in “L’estate di un ghiro” – un volume di oltre 500 pagine, arricchito da numerose appendici, tra cui una cronologia della vita – taglia il nodo gordiano nel modo più semplice: sceglie di non scegliere. E così, dopo anni ed anni di studi sulla sua opera letteraria e viaggi nei luoghi nei quali Byron ha vissuto, il professor Patanè ci offre, distinti in vari capitoli, tutti i variegati e molteplici aspetti della personalità del Lord inglese, amato quanto altri mai nella sua epoca.

Il metodo da lui adottato, come scrive nella sua puntuale prefazione al libro il critico Masolino d’Amico, è infatti “onnicomprensivo”, passa cioè in rassegna tutti i Byron possibili, non solo gli aspetti più o meno noti – come la nascita, l’adolescenza, il Grand Tour, l’invenzione del proprio personaggio, i viaggi, il periodo mondano inglese, la fuga dall’Inghilterra, gli anni passati in Italia (particolarmente a Venezia) – ma anche quelli su cui ancora poco o nulla si sapeva. Ecco allora emergere la verità, suffragata da documenti, sul matrimonio e sui motivi della seguente separazione, sul legame con le figlie, sulla bisessualità, sulla produzione satirica, sugli ideali di libertà.

Un libro che tutti, sia gli ammiratori sia i denigratori di Lord Byron, dovrebbero possedere e leggere.

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