Premio Montale Fuori di Casa

Storia

Il Premio Montale Fuori di Casa nasce nel 1996 da una felice intuizione di Adriana Beverini, fondatrice in quell’anno del Parco Letterario Montale nelle 5Terre. Era il centenario della nascita di Eugenio Montale e numerosi si susseguivano gli incontri, le conferenze sulla poesia del grande poeta ligure che nel 1975 aveva ottenuto il Premio Nobel per la Letteratura. Tuttavia, durante quei qualificati convegni, di rado si parlava del “Montale Giornalista”. Per questo motivo, proprio per ricordare il suo “secondo mestiere”- così Montale chiamava il suo lavoro al Corriere della Sera – nacque il Premio Montale Fuori di Casa, assegnato per la prima volta, nell’estate del 1997, al giornalista di Repubblica Stefano Malatesta.

Il Premio prende il suo nome, “Fuori di Casa”, dal volume pubblicato in prima edizione dall’editore Ricciardi nel 1969 e in seconda edizione da Mondadori nel 1975, nel quale sono raccolti i reportages di viaggio scritti da Montale per il Corriere della Sera su diversi paesi del mondo.

Nel 1948, infatti, il Poeta si era trasferito da Firenze a Milano, dove aveva iniziato a lavorare come giornalista e critico letterario al Corriere della Sera e al Corriere d’Informazione. Sia per il Corriere, che per diporto, negli anni dal 1946 al 1964 Montale viaggiò a lungo: in Inghilterra, in Spagna, in Portogallo, in Svizzera, in Francia, in Grecia, negli Stati Uniti a New York e due volte in Medio Oriente. Da ricordare, tra i più poetici, i due scritti sulle 5Terre e su Venezia. E anche il Premio Montale Fuori di Casa è stato, dalla sua nascita, nel 1997, un Premio “itinerante”: nato nelle 5Terre è poi passato a Lerici, a Firenze per giungere poi, nel 2009, a Sarzana. Ciò per sottolineare quel senso di “altrove”, quella curiosità intellettuale che è caratteristica prima, non solo della poesia di Montale, ma anche dei suoi brevi, folgoranti, articoli di viaggio.

Questo bisogno di conoscere, di “sconfinare” lo portò a interessarsi infatti non solo di letteratura e di poesia, ma anche di arte e di musica, come i suoi resoconti di critico musicale dimostrano. E la Poesia, la musica, il giornalismo, si incontrano nell’antica città di Sarzana in un continuo sconfinare di generi tra di loro affini.

IL LOGO DEL PREMIO

I due volti di Montale, a guisa di erma bifronte, che caratterizzano il logo del Premio, stanno a significare proprio le due peculiarità di Montale, quella di grande letterato ma anche di giornalista. Sicuramente più nota la prima faccia (quella del poeta, dello scrittore, del saggista, del Premio Nobel per la Letteratura), meno e forse ingiustamente, la seconda (quella del giornalista). A ben vedere il fatto è che, libero flaneur o giornalista “costretto” dal ruolo del servizio giornalistico, Montale è sempre e solo un grande letterato. Letterato – Viaggiatore o se si preferisce Viaggiatore – Letterato, fu sempre capace di cogliere quel “particolare” che identifica un luogo e che lo differenzia da ogni altro, rendendolo unico. Come dimenticare le pagine sui “crescenti” di Edimburgo o sui tornanti dell’Antilibano? E ancora le descrizioni di Mont Saint Michel o della Camargue? E le “notarelle di uno dei Mille” scritte da Gerusalemme? Dunque Montale resta comunque un grande poeta e un fine letterato, anche quando batte a macchina un articolo….”con un solo dito”!